Elisa Citraro · DaisyLab21 — quando l'allestimento diventa scenografia
Elisa Citraro · DaisyLab21
Elisa Citraro · DaisyLab21
Quando l’allestimento diventa scenografia
Profilo professionale — A cura della Redazione Planfully
C’è una soglia, nel matrimonio italiano, oltre la quale l’allestimento smette di essere “decorazione” e diventa scenografia: i centrotavola non sono più tre fiori in un vaso, ma una grammatica che racconta gli sposi a chi entra in sala senza averli mai visti. Sotto quella soglia, l’80% dei matrimoni italiani; sopra, una manciata di event designer che lavorano per ambienti invece che per oggetti. Elisa Citraro appartiene al secondo gruppo.
Il suo studio, DaisyLab21, ha sede a Catanzaro. Nei matrimoni a cui collabora — molti dei quali fotografati da Gisko, fotografo ufficiale Planfully — la sua firma si riconosce per una cosa: l’unità visiva dal save-the-date alla bomboniera, passando dal menù, dal tableau dei posti, dai centrotavola, fino al cake topper. Non è un cliché. È un mestiere che pochi praticano con coerenza.
Cosa fa una event designer
La sovrapposizione tra “wedding planner”, “wedding stylist” e “event designer” confonde gli sposi. Distinguiamo:
| Figura | Cosa fa | Chi sceglie |
|---|---|---|
| Wedding planner | Logistica, fornitori, regia | la coppia |
| Wedding designer / stylist | Tema visivo, palette, allestimento | la planner o la coppia |
| Event designer (Elisa) | Tutto il sopra + stationery, scenografia di luogo, regia estetica | sempre più spesso la coppia in autonomia, perché è una scelta più “d’autore” |
DaisyLab21 lavora prevalentemente come event designer indipendente: arriva quando la planner ha già impostato la struttura, e lavora sul livello immediatamente sopra — la regia visiva.
Tre principi del lavoro DaisyLab21
1. Il territorio non è folklore
Non significa “matrimonio calabrese tipico”. Significa che ogni materiale, prima di entrare in sala, deve avere una ragione di provenienza: ceramiche di Squillace, tovagliato di lino naturale écru tessuto a Sersale, runner di lavanda essiccata di San Floro, candele di cera grezza, ulivi recuperati da poderi dismessi a Lamezia. Il risultato è che il matrimonio non sembra “calabrese di scena”, ma “calabrese vero”.
2. Stampa, sempre stampa
Una delle cose che DaisyLab21 rifiuta più spesso è il “QR code per il menù”. L’allestimento di Elisa Citraro è quasi sempre cartaceo: menù tipograficamente impaginati e stampati su carta cotone, partecipazioni in due strati con velina giapponese, tableau dei posti in legno inciso al laser. Il tatto è una variabile centrale del progetto.
3. Niente fiori d’importazione
La regola condivisa con il flower designer Gianni Cortese (Lamezia Terme), spesso co-firmatario degli stessi matrimoni: niente fiori arrivati su gomma dall’Olanda. Ulivo, ginestra, bouganville, agrumi, melograno, mirto. Vegetali del territorio fotografabili al mattino e composti la sera. Costo inferiore, identità superiore.
“Il rischio del matrimonio calabrese è scivolare nel folkloristico-cartolina. Il mio lavoro è cercare un punto di equilibrio: territorio sì, ma raccontato con codici visivi contemporanei, come fa una rivista quando fa un servizio sulla Sicilia.” — Elisa Citraro, in conversazione con la redazione Planfully
Un caso studio: Gian Marco & Debora
Lo abbiamo già raccontato in dettaglio nel real wedding Gian Marco & Debora alla Tenuta delle Grazie. Per chi è arrivato qui per primo, riassumiamo gli interventi DaisyLab21:
- Mood board: ulivo + lino écru + ceramica artigianale + tipografia editoriale
- Stationery: partecipazioni due strati con velina giapponese, menù carta cotone, segnatavolo in legno cipresso inciso
- Tableau dei posti: 18 tavoli con nomi di borghi calabresi (Tropea, Pizzo, Stilo, Gerace, …)
- Centrotavola: ulivo + ginestra + 3 calle bianche, in vasi di terracotta locale
- Cake topper: figura ceramica realizzata su misura da artigiano calabrese
Il matrimonio è documentato fotograficamente da Gisko nel real wedding sopra citato.
Quando ha senso lavorare con un event designer
Risposta diretta: quando gli sposi vogliono un matrimonio editoriale. Significa due cose:
- Vogliono che il matrimonio abbia un’identità visiva precisa, non “un mood di Pinterest”.
- Vogliono che tutto sia in pixel-perfect coordinamento — dalla prima partecipazione alla bomboniera finale, senza fratture.
Non ha senso lavorare con un event designer:
- Se il budget totale è sotto i €25.000 (l’investimento minimo serio è €2.500-4.000)
- Se si è già scelto un wedding planner che fa anche scenografia (sovrapposizione di responsabilità)
- Se la coppia non ha una visione chiara — l’event designer non è una designer di sostituzione
Cosa offre DaisyLab21 — pacchetti tipici
Stima 2026 (Calabria, matrimonio 100-150 ospiti):
| Pacchetto | Cosa include | Range |
|---|---|---|
| Stationery base | Save-the-date + partecipazioni + menù + tableau | €1.200–€2.000 |
| Scenografia evento | Tema visivo + 8 micro-allestimenti + cake topper + bomboniere | €3.500–€5.500 |
| Regia completa | Tutto il sopra + sopralluoghi multipli + day-coordination | €6.500–€9.500 |
In più, DaisyLab21 lavora spesso in abbinata con la planner (es. Rosella Elia per Catanzaro+Vibo) e il fotografo (Gisko per la maggior parte dei matrimoni editoriali). Le combinazioni più frequenti riducono il costo del 5-10% per chi sceglie il pacchetto a 3.
Tre domande da fare a una event designer
Distillato editoriale Planfully:
- “Posso vedere lo stesso matrimonio in tre punti diversi del progetto?” (save-the-date + menù + bomboniera) — verifica la coerenza estetica del lavoro
- “Dove prendi i materiali?” — se la risposta è “Etsy/Amazon”, non è una event designer
- “Quanti matrimoni firmi all’anno?” — se sono più di 18-20 la qualità diminuisce; il numero giusto è 8-12
Cosa non firma DaisyLab21
Elisa rifiuta sistematicamente:
- Bomboniere “kit Amazon”
- QR code al posto dei menù stampati
- Palette imposte dal catering (“noi servimao solo bianco-oro”)
- Centrotavola con fiori d’importazione olandese
- Wedding cake in fondant
- Tableau con stampe in vinile
Sono filtri di selezione preliminari, non vezzi. Una event designer che mostra cosa non fa è di solito più credibile di una che mostra ogni cosa di tutto in portfolio.
Credits
- Profilo: Elisa Citraro · DaisyLab21 — Event designer, Catanzaro
- Lavori di riferimento: real wedding Gian Marco & Debora, Tenuta delle Grazie (Tropea/Pizzo)
- Collaboratori frequenti: Gianni Cortese Floral Designer (fiori) · Gisko (foto) · Rosella Elia Events (planner)
- Pubblicato in: Planfully Magazine, Issue Maggio 2026
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